A Starter!!!
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A Starter!!!
Vi propongo alcuni spunti su cui riflettere, cmq sentitevi liberi di introdurre altri punti di analisi (+ punti di vista proporremo, è + interessante sarà la discussione):
- fino a che punto PD e PdL si differenzieranno l'un l'altro?
- sta Veltroni effettivamente portando qualcosa di nuovo nel panorama politico italiano?
- riusciranno i due partiti maggiori a conciliare le proprie correnti interne una volta passate le elezioni?
- questo bipartitismo rappresenta un passo avanti o un passo indietro per la democrazia italiana? - quali effetti avrà sulla rappresentatività dell'elettorato?
- soprattutto, come dovrebbe votare un ex-alunno UWC?
- fino a che punto PD e PdL si differenzieranno l'un l'altro?
- sta Veltroni effettivamente portando qualcosa di nuovo nel panorama politico italiano?
- riusciranno i due partiti maggiori a conciliare le proprie correnti interne una volta passate le elezioni?
- questo bipartitismo rappresenta un passo avanti o un passo indietro per la democrazia italiana? - quali effetti avrà sulla rappresentatività dell'elettorato?
- soprattutto, come dovrebbe votare un ex-alunno UWC?
Re: A Starter!!!
[justify]In questo stato di apatia generale fra voialtri, mi permetto un ulteriore commento. A differenza delle scorse elezioni (che pure ho cercato di seguire il piú possibile), mi sembra che i toni della campagna elettorale tra i due partiti maggiori si siano abbassati notevolmente. Nel 2006, sia Prodi che Berlusconi si demonizzavano a vicenda. Per esempio, il secondo ammoniva costantemente contro "i comunisti che mangiano i bambini" chiamando Prodi "un poveraccio che si illude di contare qualcosa" (Corriere della Sera, 03/03/06). Tutto questo é scomparso nella campagna elettorale di questi giorni: il clima di delegittimazione reciproca che caratterizzava la campagna del 2006 ha lasciato posto ad un ritrovato confronto fra i due partiti maggiori. Pur evidenziando le proprie differenze, i candidati premier di Pdl e PD condividono l'idea che si deve votare per uno dei due maggiori schieramenti e che qualsiasi altro voto sarebbe sprecato. A questo proposito, é interessante notare che Silvio attacca l'Udc di Casini con piú forza che Veltroni.
In campo avversario, l'unico avversario che Berlusconi non ha mai smesso di delegittimare é il leader dell'Italia dei Valori. Silvio ha "orrore di Di Pietro" (La Repubblica 27/02/0
. Evidentemente, Di Pietro é l'unico serio candidato che costituisce un pericolo per il patrimonio televisivo di Silvio. Non solo ha dichiarato alla stampa di voler applicare la sentenza della Corte di Giustizia Europea che obbliga Rete4 a lasciare le proprie frequenze ad Europa 7, ma ha anche detto che operatori privati (incluso Berlusconi) dovrebbero poter possedere solo una televisione. Secondo Schifani, questa iniziativa “ha il sapore della vendetta contro il Presidente Berlusconi e contro Mediaset”, ed, infatti, Veltroni si é affrettato a dichiarare che tutto ció non é nel programma del PD sottoscritto anche da Di Pietro (La Repubblica, 18/02/0
.
Posso capire che Veltroni non voglia alienare parte dell’elettorato di centro, un bacino elettorale importante per il leader del PD, ma d’altra parte ci sono certi principi che non dovrebbero essere calpestati per motivi elettorali di breve termine. In uno stato di diritto, la giustizia dovrebbe essere applicata coerentemente ed universalmente. In Italia, sembra che la certezza della pena è un optional, assediata da un relativismo applicativo che lascia sbalorditi. Applicare la pena diviene giustizialismo ed accanimento contro una persona, come se alcuni cittadini fossero piú uguali degli altri e non tutte le sentenze della giustizia dovessero essere applicate. Nello stato liberale i diritti di ciascun individuo sono protetti, ma la legge è uguale per tutti. Questa non è solo una formula scritta sui muri dei tribunali; é una caratteristica fondamentale dello stato di diritto come quello – almeno teoricamente – italiano. Purtroppo, sia per il centro-destra che per buona parte del PD, questa sentenza è l’accanimento contro una persona, quindi continuare a battere il martello sullo stesso punto è ingiusto (per Berlusconi) e controproducente (per Veltroni). Chiede Di Pietro a Berlusconi: “se non vuoi rispettare le sentenze e le leggi italiane almeno rispetta quelle europee” (La Repubblica, 18/02/0
.
Il conflitto di interessi di Berlusconi – pur passato di moda in questa campagna elettorale - é quindi ancora un nodo fondamentale da risolvere ed un argomento di attualitá. E’ interessante notare che da un sondaggio condotto dal Corriere della Sera, su 48065 votanti il 69,4% é in favore della proposta di Di Pietro di lasciare una sola rete televisiva a Berlusconi (Corriere della Sera, 18/02/2008). Questo sondaggio non ha valore statistico: coloro che hanno votato non sono stati selezionati casualmente secondi, né rispecchiano in maniera fedele l’elettorato italiano. Si potrebbe peró ipotizzare che i lettori del Corriere (giornale moderato posseduto da alcuni dei maggiori gruppi industriali italiani) siano piuttosto moderati e non necessariamente di sinistra (piuttosto liberali).
Sicuramente Veltroni si trova in una posizione difficile in quanto deve condurre una campagna che sembra persa in partenza. Il dilemma rimane: fino a che punto certe strategie elettorali devono contrastare i principi di uno stato di diritto e negare sentenze giá giudicate?[justify]
In campo avversario, l'unico avversario che Berlusconi non ha mai smesso di delegittimare é il leader dell'Italia dei Valori. Silvio ha "orrore di Di Pietro" (La Repubblica 27/02/0
Posso capire che Veltroni non voglia alienare parte dell’elettorato di centro, un bacino elettorale importante per il leader del PD, ma d’altra parte ci sono certi principi che non dovrebbero essere calpestati per motivi elettorali di breve termine. In uno stato di diritto, la giustizia dovrebbe essere applicata coerentemente ed universalmente. In Italia, sembra che la certezza della pena è un optional, assediata da un relativismo applicativo che lascia sbalorditi. Applicare la pena diviene giustizialismo ed accanimento contro una persona, come se alcuni cittadini fossero piú uguali degli altri e non tutte le sentenze della giustizia dovessero essere applicate. Nello stato liberale i diritti di ciascun individuo sono protetti, ma la legge è uguale per tutti. Questa non è solo una formula scritta sui muri dei tribunali; é una caratteristica fondamentale dello stato di diritto come quello – almeno teoricamente – italiano. Purtroppo, sia per il centro-destra che per buona parte del PD, questa sentenza è l’accanimento contro una persona, quindi continuare a battere il martello sullo stesso punto è ingiusto (per Berlusconi) e controproducente (per Veltroni). Chiede Di Pietro a Berlusconi: “se non vuoi rispettare le sentenze e le leggi italiane almeno rispetta quelle europee” (La Repubblica, 18/02/0
Il conflitto di interessi di Berlusconi – pur passato di moda in questa campagna elettorale - é quindi ancora un nodo fondamentale da risolvere ed un argomento di attualitá. E’ interessante notare che da un sondaggio condotto dal Corriere della Sera, su 48065 votanti il 69,4% é in favore della proposta di Di Pietro di lasciare una sola rete televisiva a Berlusconi (Corriere della Sera, 18/02/2008). Questo sondaggio non ha valore statistico: coloro che hanno votato non sono stati selezionati casualmente secondi, né rispecchiano in maniera fedele l’elettorato italiano. Si potrebbe peró ipotizzare che i lettori del Corriere (giornale moderato posseduto da alcuni dei maggiori gruppi industriali italiani) siano piuttosto moderati e non necessariamente di sinistra (piuttosto liberali).
Sicuramente Veltroni si trova in una posizione difficile in quanto deve condurre una campagna che sembra persa in partenza. Il dilemma rimane: fino a che punto certe strategie elettorali devono contrastare i principi di uno stato di diritto e negare sentenze giá giudicate?[justify]
Scampagnata elettorale
Ciao a tutti, Fede devo farti i complimenti per il Forum, è un’ottima alternativa a studiare; per rispondere al tuo commento se guardiamo la scorsa campagna elettorale I toni erano alti sì ma mai da parte dell’ulivo che lasciava fare il lavoro sporco alla sinistra “radicale”, il primo scontro diretto della scorsa campagna era stato tra Berlusconi e Diliberto (vinto da quest’ultimo) a Matrix, un salotto amico a Berlusconi visto che era su canale 5. Bisogna poi tenere conto dei cambiamenti tattici avvenuti nei due schieramenti, sia il PD che il PDl nascono innegabilmente dalla fusione dei 4 maggiori partiti italiani, con qualche distinguo; se le primarie sono una conquista,(forse normalizzazione) della nostra politica il tempo necessario per la costruzione del partito di Veltroni è stato ridotto drammaticamente causa la caduta di Prodi questo a portato 2 cose: sacrificare Prodi e non mettere troppo l’accento sul fatto che la sinistra nn riesce a governare il paese per 5 anni quindi nn è stabile(nonostante il lavoro del governo fosse tutt’altro che disprezzabile) e il partire in una campagna elettorale con un organico di partito tutt’altro che formato basti pensare che la carta dei valori è uscita 3 settimane fa a campagna elettorale iniziata. Fortuna ha voluto ( per chi nn lo sa sono un elettore di sinistra) che Berlusconi sia troppo vecchio e ha deciso di adottare la strategia di Blair-Brown scegliendo come successore Fini anziché Casini, questo è il motivo occulto(segreto di Pulcinella) dell’uscita del UDC.
Ponendo che la mia analisi sia sin qui condivisibile non riesco a venire a capo di come mai il PD abbia voluto correre da solo, che sono in svantaggio lo hanno sempre saputo perché quindi privarsi di quel 8-9% che la sinistra portava? Certo il primo Prodi 1996 è caduto causa Bertinotti e anche in questa legislatura la sinistra ha creato non pochi problemi ( i + gravi quelli di Rossi e Turigliatto) ma a ben guardare le soluzioni alternative ci sarebbero state piuttosto che il taglio netto; la sinistra al momento manca di leader forti, l’astro nascente di Cofferati si è spento a Bologna, il candidato premier e figura trainate del PRC Bertinotti ha perso molto del suo appeal essendo stato Presidente della Camera e anche in quanto non più giovinetto. La dimostrazione di questa debolezza si è vista nelle ultime manifestazioni di piazza durante lo scontro laici-cattolici i cortei delle associazioni erano pieni mentre il sit-in organizzato da tutta la sinistra vuoto. Quindi il centro-sinistra era nelle condizioni di dettar legge, penso per esempio ad un gruppo unico al senato ma non lo ha voluto fare preferendo alla sinistra due partitini di relativa importanza elettorale( cioè senza la sinistra le regioni come la Toscana o l’Emilia tradizionalmente rosse posso far perdere voti preziosi al PD e per il senato le quote sono assegnate in base alla maggioranza relativa su base regionale, tipo US per gli stati).
Venendo all’Italia dei Valori, loro sono un partito giustizialista, e se sono giuste le loro battaglie per quanto riguarda il conflitto d’interessi e per la distribuzione delle reti, la sentenza della corte europea non può nn essere ascoltata, la certezza della pena in italia è sempre stata un optional anzi è stata pure regolamentata con leggi ad hoc (cirami, depenalizzazione falso in bilancio)e lo stato della nostra giustizia trova un chiaro esempio nel fatto che il figlio di Riina è stato scarcerato martedì e si è andato a fare un giro a Corleone tanto per ricordarsi degli amici. Su alcune proposte di Dipietro poi c’è molto da dire, come quella sul ridurre i canali di stato a 1 invece che a tre o il supporto strumentale di Beppe Grillo (nn diretto ma di sponda). La realpolitik della situazione decritta sopra nn permette ora a Veltroni di sbilanciarsi in nessun attacco diretto e lo costringe a giocare da Judoka. Questo nn dispiace a Confindustria che già aveva appoggiato prodi, e viste le candidature(Calearo) appoggerà probabilmente veltroni o almeno questo è quello che Mieli lascia intedere.
Com’è la nostra immagine all’estero? Sempre peggio?
Ponendo che la mia analisi sia sin qui condivisibile non riesco a venire a capo di come mai il PD abbia voluto correre da solo, che sono in svantaggio lo hanno sempre saputo perché quindi privarsi di quel 8-9% che la sinistra portava? Certo il primo Prodi 1996 è caduto causa Bertinotti e anche in questa legislatura la sinistra ha creato non pochi problemi ( i + gravi quelli di Rossi e Turigliatto) ma a ben guardare le soluzioni alternative ci sarebbero state piuttosto che il taglio netto; la sinistra al momento manca di leader forti, l’astro nascente di Cofferati si è spento a Bologna, il candidato premier e figura trainate del PRC Bertinotti ha perso molto del suo appeal essendo stato Presidente della Camera e anche in quanto non più giovinetto. La dimostrazione di questa debolezza si è vista nelle ultime manifestazioni di piazza durante lo scontro laici-cattolici i cortei delle associazioni erano pieni mentre il sit-in organizzato da tutta la sinistra vuoto. Quindi il centro-sinistra era nelle condizioni di dettar legge, penso per esempio ad un gruppo unico al senato ma non lo ha voluto fare preferendo alla sinistra due partitini di relativa importanza elettorale( cioè senza la sinistra le regioni come la Toscana o l’Emilia tradizionalmente rosse posso far perdere voti preziosi al PD e per il senato le quote sono assegnate in base alla maggioranza relativa su base regionale, tipo US per gli stati).
Venendo all’Italia dei Valori, loro sono un partito giustizialista, e se sono giuste le loro battaglie per quanto riguarda il conflitto d’interessi e per la distribuzione delle reti, la sentenza della corte europea non può nn essere ascoltata, la certezza della pena in italia è sempre stata un optional anzi è stata pure regolamentata con leggi ad hoc (cirami, depenalizzazione falso in bilancio)e lo stato della nostra giustizia trova un chiaro esempio nel fatto che il figlio di Riina è stato scarcerato martedì e si è andato a fare un giro a Corleone tanto per ricordarsi degli amici. Su alcune proposte di Dipietro poi c’è molto da dire, come quella sul ridurre i canali di stato a 1 invece che a tre o il supporto strumentale di Beppe Grillo (nn diretto ma di sponda). La realpolitik della situazione decritta sopra nn permette ora a Veltroni di sbilanciarsi in nessun attacco diretto e lo costringe a giocare da Judoka. Questo nn dispiace a Confindustria che già aveva appoggiato prodi, e viste le candidature(Calearo) appoggerà probabilmente veltroni o almeno questo è quello che Mieli lascia intedere.
Com’è la nostra immagine all’estero? Sempre peggio?
Perchè Veltroni corre da solo
Stefano grazie mille per il tuo commento!!! A qualcuno di noi importa ancora la politica italiana. Vorrei dare una risposta (almeno parziale) al tuo quesito riguardante la scelta di Veltroni di correre da solo. Credo che realisticamente Veltroni non avrebbe mai potuto vincere se si fosse presentato agli elettori con la stessa coalizione che ha fatto cadere il governo Prodi (anche se sono stati parlamentari centristi a togliere la fiducia piuttosto che quelli dell’estrema sinistra).
Prima di tutto è importante distinguere fra breve e lungo termine, quindi fra le prossime elezioni politiche e i prossimi anni, ben al di là della prossima legislatura. Nel breve periodo, visto l’insuccesso del governo Prodi (o almeno tale davanti all’opinione pubblica), Veltroni difficilmente vincerà le elezioni. La sua strategia potrebbe risultare vincente per la Camera, dove il premio di maggioranza è assegnato su base nazionale al partito o coalizione che ottiene più voti, ma come hai detto te è realisticamente impossibile che riesca ad ottenere i numeri al Senato data l’importanza di SA nelle regioni tradizionalmente rosse. D’altra parte, correre nuovamente con la stessa coalizione precedente non solve il problema principale che Veltroni si trova davanti. Tale problema non è l’8-9% della sinistra. Questa infatti potrebbe supportare Veltroni sia in un governo di coalizione che dando un appoggio parlamentare esterno. E’ da notare come a livello locale PD and SA siano coalizzati in molti comuni. Il problema secondo me è invece come ottenere voti dall’area centrista, necessari per poter conquistare la maggioranze e governare. In questo rispetto, Veltroni si deve distanziare dalla Sinistra il più possibile e quasi proporsi come un partito di “centro” (non a caso i teo-dem cattolici sono stati tutti riconfermati nonostante questa notizia sia passata quasi inosservata). L’intenzione di Veltroni è quella di distanziarsi dalla Sinistra e proporsi come un partito di governo di livello europeo. Come ho detto, questa strategia difficilmente attrarrà abbastanza voti per permettere al PD di avere una maggioranza sia alla Camera che al Senato (grazie Porcellum!!!), ma è comunque difficile poter fare previsioni dato l’alto grado di volatilità e mobilità elettorale.
D’altra parte, c’è un progetto (o forse due) di lungo periodo che potrebbe risultare rafforzato dalla scelta di Veltroni “di correre da solo”. Da una parte, Veltroni punta alla creazione di un vero partito social democratico italiano, e dall’altra alla creazione di uno sistema bipolare dove due partiti si scontrano per conquistare il potere (gli accordi con Berlusconi riguardo la legge elettorale prima che Prodi cadesse puntano chiaramente in questa direzione). Prima di tutto, c’è una differenza sostanziale fra il PD e gli altri grandi partiti social democratici europei (SPD in Germania, e laburisti in Gran Bretagna, ad esempio). Se è vero che questi ultimi sono nati come partiti di ispirazione marxista alla fine dell’Ottocento e si sono poi trasformati in partiti social democratici (quindi moderati e piuttosto centristi) durante tutto il Novecento, il maggior partito costituente del PD – i DS – era il partito comunista italiano fino a poco tempo fa. Può sembrare un dettaglio storico, ma per coloro più avanti negli anni di noi (pensiamo ai nostri genitori) il PD può essere ancora percepito come l’erede del PCI, e quindi, gli elettori moderati ci penseranno due volte prima di dargli il loro voto. Quale miglior strategia per tagliare prepotentemente il cordone ombelicale del PD se non dichiarare che correrà da solo? Dissociandosi completamente con la sinistra, Veltroni ha “moderato” il PD e lo reso più centrista. Come ho già detto sopra, gli effetti nel breve termine non saranno molto probabilmente buoni abbastanza da poter ribaltare il vantaggio di Berlsconi, ma potrebbero comunque conquistare alcuni voti centristi. E’ importante anche considerare i voti più a sinistra che potrebbero
1) essere persi a vantaggio di SA se gli elettori decidono di votare seguendo il “cuore”
2) essere mantenuti se gli elettori decidono di votare strategicamente (per lo stesso motivo strappando voti a SA)
3) essere definitivamente persi se gli elettori si sentissero traditi da questa svolta centrista.
Il risultato del PD dipenderà da quanti voti riuscirà a conquistare al centro e quanti a mantenere a sinistra (considerando che molti elettori- incluso me – si troveranno a scegliere fra PD e SA su basi strategiche).
D’altra parte, nel lungo periodo questa strategia dovrebbe trasformare il PD in un partito social democratico in stampo europeo, quindi con l’intento di intercettare voti da tutti gli strati socio-economici del paese per poter governare da solo (catch-all party). Questo obbiettivo rientra secondo me nel più ampio progetto di creare un vero sistema bipolare (precedentemente fallito) più o meno direttamente auspicato sia da Veltroni che Berlusconi e Fini. Personalmente sono contrario ad un sistema bipolare del genere e preferisco un proporzionale corretto con soglie di sbarramento. Comunque questo è un altro discorso.
Per finire, l’immagine dell’Italia all’estero non è molto cambiata. La caduta di Prodi è vista con un misto di divertimento (per la serie: “abbassiamo ulteriormente la durata media dei governi italiani”) e di smarrimento (“ma come fate a volere Berlusconi nuovamente al governo?”). Per il resto, se ne sbattano abbastanza delle nostre elezioni e pensano + a quelle americane: più interessanti da seguire e più rilevanti per la futura politica internazionale.
Prima di tutto è importante distinguere fra breve e lungo termine, quindi fra le prossime elezioni politiche e i prossimi anni, ben al di là della prossima legislatura. Nel breve periodo, visto l’insuccesso del governo Prodi (o almeno tale davanti all’opinione pubblica), Veltroni difficilmente vincerà le elezioni. La sua strategia potrebbe risultare vincente per la Camera, dove il premio di maggioranza è assegnato su base nazionale al partito o coalizione che ottiene più voti, ma come hai detto te è realisticamente impossibile che riesca ad ottenere i numeri al Senato data l’importanza di SA nelle regioni tradizionalmente rosse. D’altra parte, correre nuovamente con la stessa coalizione precedente non solve il problema principale che Veltroni si trova davanti. Tale problema non è l’8-9% della sinistra. Questa infatti potrebbe supportare Veltroni sia in un governo di coalizione che dando un appoggio parlamentare esterno. E’ da notare come a livello locale PD and SA siano coalizzati in molti comuni. Il problema secondo me è invece come ottenere voti dall’area centrista, necessari per poter conquistare la maggioranze e governare. In questo rispetto, Veltroni si deve distanziare dalla Sinistra il più possibile e quasi proporsi come un partito di “centro” (non a caso i teo-dem cattolici sono stati tutti riconfermati nonostante questa notizia sia passata quasi inosservata). L’intenzione di Veltroni è quella di distanziarsi dalla Sinistra e proporsi come un partito di governo di livello europeo. Come ho detto, questa strategia difficilmente attrarrà abbastanza voti per permettere al PD di avere una maggioranza sia alla Camera che al Senato (grazie Porcellum!!!), ma è comunque difficile poter fare previsioni dato l’alto grado di volatilità e mobilità elettorale.
D’altra parte, c’è un progetto (o forse due) di lungo periodo che potrebbe risultare rafforzato dalla scelta di Veltroni “di correre da solo”. Da una parte, Veltroni punta alla creazione di un vero partito social democratico italiano, e dall’altra alla creazione di uno sistema bipolare dove due partiti si scontrano per conquistare il potere (gli accordi con Berlusconi riguardo la legge elettorale prima che Prodi cadesse puntano chiaramente in questa direzione). Prima di tutto, c’è una differenza sostanziale fra il PD e gli altri grandi partiti social democratici europei (SPD in Germania, e laburisti in Gran Bretagna, ad esempio). Se è vero che questi ultimi sono nati come partiti di ispirazione marxista alla fine dell’Ottocento e si sono poi trasformati in partiti social democratici (quindi moderati e piuttosto centristi) durante tutto il Novecento, il maggior partito costituente del PD – i DS – era il partito comunista italiano fino a poco tempo fa. Può sembrare un dettaglio storico, ma per coloro più avanti negli anni di noi (pensiamo ai nostri genitori) il PD può essere ancora percepito come l’erede del PCI, e quindi, gli elettori moderati ci penseranno due volte prima di dargli il loro voto. Quale miglior strategia per tagliare prepotentemente il cordone ombelicale del PD se non dichiarare che correrà da solo? Dissociandosi completamente con la sinistra, Veltroni ha “moderato” il PD e lo reso più centrista. Come ho già detto sopra, gli effetti nel breve termine non saranno molto probabilmente buoni abbastanza da poter ribaltare il vantaggio di Berlsconi, ma potrebbero comunque conquistare alcuni voti centristi. E’ importante anche considerare i voti più a sinistra che potrebbero
1) essere persi a vantaggio di SA se gli elettori decidono di votare seguendo il “cuore”
2) essere mantenuti se gli elettori decidono di votare strategicamente (per lo stesso motivo strappando voti a SA)
3) essere definitivamente persi se gli elettori si sentissero traditi da questa svolta centrista.
Il risultato del PD dipenderà da quanti voti riuscirà a conquistare al centro e quanti a mantenere a sinistra (considerando che molti elettori- incluso me – si troveranno a scegliere fra PD e SA su basi strategiche).
D’altra parte, nel lungo periodo questa strategia dovrebbe trasformare il PD in un partito social democratico in stampo europeo, quindi con l’intento di intercettare voti da tutti gli strati socio-economici del paese per poter governare da solo (catch-all party). Questo obbiettivo rientra secondo me nel più ampio progetto di creare un vero sistema bipolare (precedentemente fallito) più o meno direttamente auspicato sia da Veltroni che Berlusconi e Fini. Personalmente sono contrario ad un sistema bipolare del genere e preferisco un proporzionale corretto con soglie di sbarramento. Comunque questo è un altro discorso.
Per finire, l’immagine dell’Italia all’estero non è molto cambiata. La caduta di Prodi è vista con un misto di divertimento (per la serie: “abbassiamo ulteriormente la durata media dei governi italiani”) e di smarrimento (“ma come fate a volere Berlusconi nuovamente al governo?”). Per il resto, se ne sbattano abbastanza delle nostre elezioni e pensano + a quelle americane: più interessanti da seguire e più rilevanti per la futura politica internazionale.
dalla germania...
Salve a tutti!
Concordo con Fede per quanto riguarda i commenti sulla situazione italiana all'estero... stamattina uno mi viene incontro e fa: "Hey, I just had a class about the media system in Italy... it's really fucked up." ...e cosa vuoi rispondere a un'affermazione del genere? Per quanto ami il mio paese un mesto: "I know." è stata l'unica frase che sono riuscito a proferire.
Personalmente non sono molto informato su quanto sta accadendo in Italia: quello che percepisco da amici e parenti è uno stato di apatia e disillusione... ad ogni modo dò la colpa al fatto che sono Friulano e l'alienazione è un po' il nostro mestiere lassù lontano da Roma, si da la precedenza al lavoro quotidiano e si bestemmia in quantità. Ecco forse è proprio questa la differenza rispetto alle elezioni precedenti: prima a sinistra c'era rabbia (e smarrimento. E bestemmie.) adesso più apatia, e frasi del tipo "mah è tutta una merda" oppure "si, voto Bertinotti però mi sembra di buttare il mio voto giù per il cesso" le sento molto più di frequente...
Ad ogni modo tornerò giù per le elezioni, questo è sicuro.
Buona giornata, devo scappare a un seminario. Statemi bene ragazzi e tenete alto il nome dell'Italia dovunque siate!
Concordo con Fede per quanto riguarda i commenti sulla situazione italiana all'estero... stamattina uno mi viene incontro e fa: "Hey, I just had a class about the media system in Italy... it's really fucked up." ...e cosa vuoi rispondere a un'affermazione del genere? Per quanto ami il mio paese un mesto: "I know." è stata l'unica frase che sono riuscito a proferire.
Personalmente non sono molto informato su quanto sta accadendo in Italia: quello che percepisco da amici e parenti è uno stato di apatia e disillusione... ad ogni modo dò la colpa al fatto che sono Friulano e l'alienazione è un po' il nostro mestiere lassù lontano da Roma, si da la precedenza al lavoro quotidiano e si bestemmia in quantità. Ecco forse è proprio questa la differenza rispetto alle elezioni precedenti: prima a sinistra c'era rabbia (e smarrimento. E bestemmie.) adesso più apatia, e frasi del tipo "mah è tutta una merda" oppure "si, voto Bertinotti però mi sembra di buttare il mio voto giù per il cesso" le sento molto più di frequente...
Ad ogni modo tornerò giù per le elezioni, questo è sicuro.
Buona giornata, devo scappare a un seminario. Statemi bene ragazzi e tenete alto il nome dell'Italia dovunque siate!
Re: A Starter!!!
Molto probabilmente voterò Di Pietro. purtroppo dare il mio voto a SA mi sembra "sprecato" grazie alla nostra ottima legge elettorale. Per evitare che Silvio torni al potere ci dobbiamo accontentare di Veltroni, ma voglio comunque rimarcare la differenza fra un voto diretto per Veltroni ed un voto indiretto (che può aiutarlo a vincere la maggioranza relativa senza votare PD).
Hasta Veltroni....siempre?
mah anchio voterò Veltroni tenendomi gli intestini per non vomitare, la situazione è quantomai sconfortante; guardando solo a sinistra (il resto è fisico non riesco a pensare di votarli neanche un secondo) la situazione è questa: SA si fregia su quasi tutti i manifesti e gli slogan d'essere comunista (il che mi fa venire l'orticaria) e non rinuncia al solito populismo candidando un operai della Thissen, pensate ce ne sono ben tre candidati, come percentuale nel parlamento sono sicuramente superiori ai laureati in una piccola università tipo udine. Oltre a questo la presenza dei Verdi e di quella specie di società per azioni che rappresentata dai verdi nel gestire qualsiasi problema ambientale li rende inguardabili e invotabili. Di Pietro non mi è mai piaciuto è anche lui un populista e un giustizialista, come magistrato è stato veramente bravo ma come politico non vale ha fatto alleaze da turarsi il naso penso al InM (italiani nel Mondo) di De Gregorio che adesso sta con Berlusconi;le ultime sparate poi sulle televisioni e su Alitalia non aiutano, rimane però uno dei meno peggio per cui votare. Veltroni...la sua storia non è male, nel PCI da sempre ma nella corrente portata da Pasolini quindi la meno grigia, come sindaco di roma non è stato male ed è un apprezzabile uomo di cultura, ma manca di carisma ( nella sinistra ultimamente è un problema trovarne qualcuno che ne abbia un briciolo) poi nella costruzione del nuovo partito ha portato dentro i teo-dem della binetti (quelli che per cronaca vorrebbero Ruini come presidente del senato) ma alla fine ha anche candidati illustri come Veronesi e alcuni ministri che si sono dimostrati bravi Dalema Bersani e la Bonino...quindi la fine preferisco dare il sostegno diretto a lui anche se come ho detto prima nn lo faccio sorriedendo anzi. Fede la tua idea di cercare di vincere in una sola camera mi aveva folgorato, ma adesso sembra che le cose vadano meglio in senato che alla camera, qualche idea?
Lo Spettro della Grande Coalizione
E' impossibile cercare di predirre cosa accadrà alle prossime elezioni. Ipotizziamo dunque il seguente scenario basandosi sugli ultimi sondaggi, ma tenendo i mente che i sondaggi non predicono il futuro (sono piuttosto una fotografia del passato) e che un gran parte dell'elettorato non ha deciso nè se votare, nè per chi votare:
1. il PdL vince alla Camera (grazie al premio di maggioranza)
2. Nè il Pdl, nè PD hanno una maggioranza al Senato (anche qui grazie al premio di maggioranza)
La domanda è: che governo uscirà da questa situazione??
La risposta dipende in gran parte da quanti seggi i cosidetti outsiders - UdC e SA - hanno guadagnato (ipotizziamo ulteriormente che La Destra non entri in Senato). Secondo un articolo pubblicato su Repubblica, l'Unione di Centro ha realistiche possibilità di vincere in Sicilia, Puglia, Calabria, Puglia, Campania e Lazio (Repubblica 23/03/0
. D'altra parte, SA quasi sicuramente vincerà seggi nelle rosse Emilia e Toscana, e probabilmente in Puglia, Lombardia e Calabria (Repubblica 23/03/0
.
Per rispondere alla nostra domanda dobbiamo fare un'ulteriore ipotesi su chi - fra SA e Udc - acquisterà un ruolo pivotale per la formazione di un governo.
Ipotesi 1 - L'UdC conquista più voti
Questa ipotesi, non del tutto remota visto che il nuovo partito di centro più acquistare voti sia da destra che da sinistra, potrebbe dare luogo a diversi scenari:
1) coalizione di centro-destra PdL + Udc
2) grande coalizione PD + Pdl (ma senza Udc)
3) governo tecnico con appoggio esterno di Pdl, Pd e (forse UdC)
Il primo scenario riprodurrebbe quasi completamente la vecchia Casa delle Libertà (ad esclusione degli ex-An ora La Destra). La brama di potere dei diretti interessati gioca a favore di questa coalizione, ma il grande contrasto fra Berlusconi e Casini è un ostacolo. Dei due, il leader centrista è sicuramente quello meno favorevole a tale coalizione, soprattutto vista l'esperienza nella scorsa legislatura e la scissione negli ultimi mesi. Berlusconi potrebbe essere favorebole ad un'alleanza, ma il prezzo politico da pagare per convincere Casini a partecipare ad un'ulteriore esperienza di governo sarebbe molto alto. In più, Casini acquisterebbe molto più potere relativamente a Bossi e soprattutto a Fini, che probabilmente non apprezzerebbe. Cosa dovrebbe fare Silvio per contenere questi contrasti fra l'area di destra e quella di centro della coalizione? Non credo che anche lui avrebbe voglia di ripetere un'esperienza di governo come quella precedente.
Il secondo ed il terzo scenario potrebbe essere invocati qualora il Pdl decidesse di non coalizzarsi con l'UdC. La critica situazione economica del paese potrebbe incentivare un governo che prenda decisioni difficili e certamente non popolari. Come dice il proverbio "mal comune è mezzo gaudio": sarebbe più facile far passare riforme difficili in campo economico (alcune delle quali sicuramente necessarie) e una legge elettorale a carattere maggioritario con l'appoggio dei due partiti maggiori. D'altra parte i grandi temi etici, l'estensione dei diritti civili e la legge sul conflitto di interesse subirebbero una battuta di arresto per non compromettere il precario equilibrio. C'è anche la possibilità che - sotto questi scenari - PD e PdL si accordino per tornare alle elezioni dopo aver varato una nuova legge elettorale, ma è molto improbabile perchè comporterebbe ritornare alle urne dopo pochi mesi (che non piace alla maggioranza degli elettori), ricominciare una difficile campagna elettorale e aumentare il rischio di riforme anti-Silvio nel caso che le sinistra vincesse nuovamente (mentre un pareggio il 13-14 aprile significherebbe mantenere il presente status quo, che a Silvio non dispiace molto)
Naturalmente c'è una differenza sostanziale fra le opzioni 2) e 3):nel primo caso Silvio e Walter ci metterebbero la faccia, mentre nel secondo potrebbero lavorare dietro le quinte e lasciare un personaggio "bipartisan" di alto profilo a guida del governo (forse Montezemolo, visto che il suo mandato scade a maggio?). Politicamente, questa è la decisione più semplice da seguire viste le circostanze economiche e i sentimenti "anti-politici" (io direi piuttosto contro il presente sistema politico, non contro la politica che è tutt'altra cosa che Silvio e Walter) che scorrono abbondantemente nel paese.
Ipotesi 2 - SA conquista più voti
Se SA risultasse essere in grado di dare al PD la maggioranza al Senato, ci sarebbe sostanzialmente una situazione di parità nelle due camere. In questo caso, sia la grande coalizione che un governo tecnico sarebbero le uniche coalizioni di governo fattibili (escludendo di fatto SA dal governo perchè non più necessario)
Naturalmente ci sono molto incognite che ho tralasciato volutamente o involutamente. Per esempio: quale sarà l'effettiva distribuzione dei seggi? In particolare, quanto peso avranno SA e UdC al Senato? La Destra riuscirà a conquistare qualche senatore? I due soggetti politici maggiori si comporteranno come partiti omogenei al loro interno, o ci saranno forze centrifughe che li faranno implodere?
Io comunque credo che una grande coalizione o un governo tecnico siano prospettive piuttosto realistiche allo stato attuale. Come ho detto, ci sono molte variabili che non ho considerato e molte cose che potrebbero accadere da oggi alle elezioni.
CmQ, ora vado a letto che sono malato.
P.S. Oggi Paolo Buonaiuti (portavoce di Berlusconi) ha dichiarato a SkyTg24 che un confronto televisivo fra i due leader non è possibile finchè no viene abolita la legge sulla par condicio. Le motivazioni che ha dato è che limita la libertà di espressione del centro-destra. Per restare in tema, vi ricordo che nei giorni scorsi sono stati pubblicati dati secondo cui l'informazione televisiva ha dato più spazio al Pdl che al PD negli ultimi giorni...
1. il PdL vince alla Camera (grazie al premio di maggioranza)
2. Nè il Pdl, nè PD hanno una maggioranza al Senato (anche qui grazie al premio di maggioranza)
La domanda è: che governo uscirà da questa situazione??
La risposta dipende in gran parte da quanti seggi i cosidetti outsiders - UdC e SA - hanno guadagnato (ipotizziamo ulteriormente che La Destra non entri in Senato). Secondo un articolo pubblicato su Repubblica, l'Unione di Centro ha realistiche possibilità di vincere in Sicilia, Puglia, Calabria, Puglia, Campania e Lazio (Repubblica 23/03/0
Per rispondere alla nostra domanda dobbiamo fare un'ulteriore ipotesi su chi - fra SA e Udc - acquisterà un ruolo pivotale per la formazione di un governo.
Ipotesi 1 - L'UdC conquista più voti
Questa ipotesi, non del tutto remota visto che il nuovo partito di centro più acquistare voti sia da destra che da sinistra, potrebbe dare luogo a diversi scenari:
1) coalizione di centro-destra PdL + Udc
2) grande coalizione PD + Pdl (ma senza Udc)
3) governo tecnico con appoggio esterno di Pdl, Pd e (forse UdC)
Il primo scenario riprodurrebbe quasi completamente la vecchia Casa delle Libertà (ad esclusione degli ex-An ora La Destra). La brama di potere dei diretti interessati gioca a favore di questa coalizione, ma il grande contrasto fra Berlusconi e Casini è un ostacolo. Dei due, il leader centrista è sicuramente quello meno favorevole a tale coalizione, soprattutto vista l'esperienza nella scorsa legislatura e la scissione negli ultimi mesi. Berlusconi potrebbe essere favorebole ad un'alleanza, ma il prezzo politico da pagare per convincere Casini a partecipare ad un'ulteriore esperienza di governo sarebbe molto alto. In più, Casini acquisterebbe molto più potere relativamente a Bossi e soprattutto a Fini, che probabilmente non apprezzerebbe. Cosa dovrebbe fare Silvio per contenere questi contrasti fra l'area di destra e quella di centro della coalizione? Non credo che anche lui avrebbe voglia di ripetere un'esperienza di governo come quella precedente.
Il secondo ed il terzo scenario potrebbe essere invocati qualora il Pdl decidesse di non coalizzarsi con l'UdC. La critica situazione economica del paese potrebbe incentivare un governo che prenda decisioni difficili e certamente non popolari. Come dice il proverbio "mal comune è mezzo gaudio": sarebbe più facile far passare riforme difficili in campo economico (alcune delle quali sicuramente necessarie) e una legge elettorale a carattere maggioritario con l'appoggio dei due partiti maggiori. D'altra parte i grandi temi etici, l'estensione dei diritti civili e la legge sul conflitto di interesse subirebbero una battuta di arresto per non compromettere il precario equilibrio. C'è anche la possibilità che - sotto questi scenari - PD e PdL si accordino per tornare alle elezioni dopo aver varato una nuova legge elettorale, ma è molto improbabile perchè comporterebbe ritornare alle urne dopo pochi mesi (che non piace alla maggioranza degli elettori), ricominciare una difficile campagna elettorale e aumentare il rischio di riforme anti-Silvio nel caso che le sinistra vincesse nuovamente (mentre un pareggio il 13-14 aprile significherebbe mantenere il presente status quo, che a Silvio non dispiace molto)
Naturalmente c'è una differenza sostanziale fra le opzioni 2) e 3):nel primo caso Silvio e Walter ci metterebbero la faccia, mentre nel secondo potrebbero lavorare dietro le quinte e lasciare un personaggio "bipartisan" di alto profilo a guida del governo (forse Montezemolo, visto che il suo mandato scade a maggio?). Politicamente, questa è la decisione più semplice da seguire viste le circostanze economiche e i sentimenti "anti-politici" (io direi piuttosto contro il presente sistema politico, non contro la politica che è tutt'altra cosa che Silvio e Walter) che scorrono abbondantemente nel paese.
Ipotesi 2 - SA conquista più voti
Se SA risultasse essere in grado di dare al PD la maggioranza al Senato, ci sarebbe sostanzialmente una situazione di parità nelle due camere. In questo caso, sia la grande coalizione che un governo tecnico sarebbero le uniche coalizioni di governo fattibili (escludendo di fatto SA dal governo perchè non più necessario)
Naturalmente ci sono molto incognite che ho tralasciato volutamente o involutamente. Per esempio: quale sarà l'effettiva distribuzione dei seggi? In particolare, quanto peso avranno SA e UdC al Senato? La Destra riuscirà a conquistare qualche senatore? I due soggetti politici maggiori si comporteranno come partiti omogenei al loro interno, o ci saranno forze centrifughe che li faranno implodere?
Io comunque credo che una grande coalizione o un governo tecnico siano prospettive piuttosto realistiche allo stato attuale. Come ho detto, ci sono molte variabili che non ho considerato e molte cose che potrebbero accadere da oggi alle elezioni.
CmQ, ora vado a letto che sono malato.
P.S. Oggi Paolo Buonaiuti (portavoce di Berlusconi) ha dichiarato a SkyTg24 che un confronto televisivo fra i due leader non è possibile finchè no viene abolita la legge sulla par condicio. Le motivazioni che ha dato è che limita la libertà di espressione del centro-destra. Per restare in tema, vi ricordo che nei giorni scorsi sono stati pubblicati dati secondo cui l'informazione televisiva ha dato più spazio al Pdl che al PD negli ultimi giorni...
Sondaggio pubblicato su Repubblica
Riguardo al commento che ho scritto ieri sera, questo è un link interessante che mostra i risultati di un sondaggio condotto da Repubblica riguardante gli esiti al Senato
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/sondaggio-senato/sondaggio-senato.html
Sui quattro scenari evidenziati, ben tre su quattro danno Pdl in svantaggio al Senato rispetto ai tre partiti di opposizione (PD, UdC, SA).
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/sondaggio-senato/sondaggio-senato.html
Sui quattro scenari evidenziati, ben tre su quattro danno Pdl in svantaggio al Senato rispetto ai tre partiti di opposizione (PD, UdC, SA).
Compromesso all'Italiana
Ciao fede,
scusa il ritardo nel rispondere ma ero in Germania da Francesco; allora sulle varie ipotesi che mettevi in campo quelle più interessanti riguardano L'UDC di Casini. La SA purtroppo è abbastanza fuori dai giochi il massimo che possa fare è dare il sostegno al PD nelle 2 camere ma sarebbe un sostegno vincolato a singoli disegni di legge e probabilmente un sostegno contro berlusconi e non pro-pd; questa divisione della minoranza in caso di sconfitta e escludendo per un attimo le ipotesi di grandi coalizioni e governi tecnici la relega in un angolo con spazi di manovra molto ristretti, visto che la divisione dal PD è stata netta e credo che rimanga marcata anche al governo.
Dicevamo di Casini, il suo partito si trova sull'ago della bilancia e consci di ciò stanno attuando una serie di mosse coperte come per esempio la non reazione alla dichiarazione di berlusconi sul voto disgiunto alla camera ed al senato, una bella vittoria politica che sicuramente rivendicheranno il giorno dopo il voto.Tuttavia l'entrata in scena dello Zombie DC del tutto inaspettata e guarda caso alleata con il PDL, è un colpo basso alla Berlusconi che spera di sottrarre voti a Casini per ridimensionare le future richieste. Infatti ammettiamo che il PDL vinca sia alla camera che al senato, scenario possibile ma i margini soprattutto nel senato sono ristrettie lì votano meno persone, questo potrebbe dare il destro a Casini per affermare che la vittoria è merito del voto disgiunto... a cosa porterebbe questo? secondo me a alla prima possibilità che elencavi in sostanza, con qualche raffinatezza in più; infatti non credo che Il PDL e l'UDC si alleranno finatantochè c'è berlusconi ma sappiamo che tempo 2-3 questo non sarà più un problema quindi la possibilità di un governo tecnico di PDL con il bene placido dell'UDC poi si potrà trasformare in una solida maggioranza Fini-Casini dopo il tempo necessario per attuare le riforme + impopolari che l'italia necessita. Se i margini sono + larghi credo che il merito della vittoria venga dato anche alla nuova DC e si profila un governo stabile, tutti lo riteniamo improbabile, ma intanto loro si sono cautelati...
L'accordo tra PD e PDL in caso di pareggio sarà credo sotto la forma di un governo tecnico lotizzato dove entrambi abbiano influenza diretta e non abbiano la colpa delle misure impopolari.
Una domanda che esula dallo scontro politico...cosa ne pensi di quello che succede ad alitalia, io purtroppo non ho le conoscenze economiche per giudicare e me ne sono interessato tardi...
scusa il ritardo nel rispondere ma ero in Germania da Francesco; allora sulle varie ipotesi che mettevi in campo quelle più interessanti riguardano L'UDC di Casini. La SA purtroppo è abbastanza fuori dai giochi il massimo che possa fare è dare il sostegno al PD nelle 2 camere ma sarebbe un sostegno vincolato a singoli disegni di legge e probabilmente un sostegno contro berlusconi e non pro-pd; questa divisione della minoranza in caso di sconfitta e escludendo per un attimo le ipotesi di grandi coalizioni e governi tecnici la relega in un angolo con spazi di manovra molto ristretti, visto che la divisione dal PD è stata netta e credo che rimanga marcata anche al governo.
Dicevamo di Casini, il suo partito si trova sull'ago della bilancia e consci di ciò stanno attuando una serie di mosse coperte come per esempio la non reazione alla dichiarazione di berlusconi sul voto disgiunto alla camera ed al senato, una bella vittoria politica che sicuramente rivendicheranno il giorno dopo il voto.Tuttavia l'entrata in scena dello Zombie DC del tutto inaspettata e guarda caso alleata con il PDL, è un colpo basso alla Berlusconi che spera di sottrarre voti a Casini per ridimensionare le future richieste. Infatti ammettiamo che il PDL vinca sia alla camera che al senato, scenario possibile ma i margini soprattutto nel senato sono ristrettie lì votano meno persone, questo potrebbe dare il destro a Casini per affermare che la vittoria è merito del voto disgiunto... a cosa porterebbe questo? secondo me a alla prima possibilità che elencavi in sostanza, con qualche raffinatezza in più; infatti non credo che Il PDL e l'UDC si alleranno finatantochè c'è berlusconi ma sappiamo che tempo 2-3 questo non sarà più un problema quindi la possibilità di un governo tecnico di PDL con il bene placido dell'UDC poi si potrà trasformare in una solida maggioranza Fini-Casini dopo il tempo necessario per attuare le riforme + impopolari che l'italia necessita. Se i margini sono + larghi credo che il merito della vittoria venga dato anche alla nuova DC e si profila un governo stabile, tutti lo riteniamo improbabile, ma intanto loro si sono cautelati...
L'accordo tra PD e PDL in caso di pareggio sarà credo sotto la forma di un governo tecnico lotizzato dove entrambi abbiano influenza diretta e non abbiano la colpa delle misure impopolari.
Una domanda che esula dallo scontro politico...cosa ne pensi di quello che succede ad alitalia, io purtroppo non ho le conoscenze economiche per giudicare e me ne sono interessato tardi...






